Quando si progetta un corso di formazione aziendale, l’attenzione si concentra spesso sui contenuti tecnici da trasferire o sugli strumenti digitali da utilizzare. Questo approccio, però, rischia di generare corsi solidi dal punto di vista tecnico ma poco efficaci sul piano dell’apprendimento.
In assenza di una chiara definizione di ciò che i partecipanti dovranno saper fare al termine della formazione, i contenuti tendono infatti a rimanere informativi e difficilmente trasferibili nel contesto lavorativo.
Per progettare corsi e-learning realmente efficaci, l il metodo più incisivo è quello meno intuitivo: partire dalla fine, ovvero dai Risultati di Apprendimento Attesi (RAA).
I RAA definiscono le competenze e i comportamenti che i partecipanti dovranno dimostrare al termine del percorso. Non si tratta di obiettivi formali, ma di una vera e propria bussola progettuale, in grado di orientare tutte le scelte successive: dalla struttura dei moduli alle attività interattive, fino alle modalità di valutazione.
Quando sono formulati in modo chiaro e osservabile, i Risultati di Apprendimento Attesi permettono di costruire percorsi e-learning coerenti che guidano e hanno un riscontro concreto nell’intero processo di progettazione formativa.
Un riferimento teorico fondamentale è il Triangolo dell’Allineamento Costruttivo, sviluppato dal pedagogista John Biggs. Il modello evidenzia la relazione strutturale tra tre elementi chiave:
L’allineamento è definito “costruttivo” perché pone il discente al centro del processo di apprendimento. In questo contesto, il ruolo del docente o del progettista non è trasmettere informazioni, ma creare le condizioni affinché le competenze vengano costruite attivamente, attraverso attività coerenti con gli obiettivi dichiarati.
Da questo principio deriva una sequenza progettuale precisa:
Ogni elemento del corso contribuisce in modo intenzionale allo sviluppo delle competenze previste.
Nel contesto dell’e-learning aziendale, l’allineamento costruttivo è particolarmente rilevante poiché aiuta a evitare corsi ricchi di contenuti ma poveri di impatto, spesso limitati a una fruizione passiva dei materiali. In assenza di un’interazione diretta e continua con il docente, la chiarezza sugli obiettivi e la coerenza tra risultati, attività e valutazione diventano infatti determinanti per l’efficacia del percorso.
Un altro elemento che distingue una buona progettazione da una più superficiale è la qualità con cui i risultati di apprendimento vengono formulati.
La differenza tra una formulazione generica e una efficace è immediata, come possiamo vedere in questo esempio:
Nel secondo caso, il risultato descrive una prestazione osservabile nel contesto lavorativo, rendendo più precisi sia i criteri di valutazione sia le attività formative necessarie per il suo raggiungimento.
Una struttura utile per formulare correttamente un RAA, perciò è:
“Il partecipante sarà in grado di” + verbo d’azione + contenuto + contesto lavorativo
Altri esempi: “Il partecipante sarà in grado di”... “... analizzare i dati del CRM per individuare opportunità di upselling utilizzando le dashboard aziendali.” “... risolvere i problemi tecnici più frequenti seguendo la checklist diagnostica e documentando l’intervento nel sistema di ticketing.”
Ragionare in termini di prestazioni osservabili rende i risultati di apprendimento più chiari e valutabili. Tuttavia, perché siano davvero utili nel contesto aziendale, dovrebbero includere tutte le dimensioni della competenza professionale, non solo l’esecuzione tecnica di un compito.
È in questo passaggio che i Descrittori di Dublino diventano un riferimento utile anche nella progettazione di corsi e-learning aziendali. Nati nel 2003 in ambito accademico, i Descrittori di Dublino sono un framework europeo che definisce i risultati di apprendimento in termini di competenze dimostrabili, andando oltre la semplice acquisizione di conoscenze.
Il modello individua cinque dimensioni che, applicate alla formazione aziendale, permettono di progettare risultati di apprendimento più completi:
Nel nostro contesto di digital learning aziendale, l’utilizzo dei Descrittori di Dublino ha ricadute pratiche rilevanti. Evita che i risultati si limitino a descrivere conoscenze o procedure e spinge a includere competenze decisionali, comunicative e trasversali. Inoltre, rafforza la coerenza progettuale, aiutando a verificare che attività e assessment valutino effettivamente quanto dichiarato nei risultati di apprendimento.
Questo approccio si traduce in learning path più strutturati, che combinano moduli asincroni per le conoscenze, attività interattive per l’applicazione e momenti collaborativi per sviluppare giudizio e comunicazione. L’inclusione esplicita della capacità di apprendimento consente, infine, di progettare corsi che supportano l’autonomia e l’apprendimento continuo.
Se i Descrittori di Dublino aiutano a definire l’ampiezza delle competenze, la Tassonomia di Bloom consente di chiarirne la profondità cognitiva.
La Tassonomia di Bloom è un modello pedagogico che classifica i risultati di apprendimento in base al livello di complessità del processo cognitivo richiesto. Nella versione aggiornata da Krathwohl e Anderson (2001), utilizza verbi d’azione che rendono i risultati più chiari, osservabili e misurabili, risultando particolarmente utile nella progettazione di corsi e-learning orientati alla performance.
I sei livelli applicati al contesto aziendale sono:
Per vederli in azione, utilizziamo un esempio relativo alla definizione dei RAA di un corso dedicato alle tecniche di vendita.
Da questo esempio possiamo desumere come la tassonomia supporti lo sviluppo graduale delle competenze, dalla conoscenza dei processi fino alla progettazione di strategie personalizzate.
L’integrazione tra Risultati di Apprendimento Attesi, Descrittori di Dublino e Tassonomia di Bloom permette di progettare percorsi formativi digitali coerenti, progressivi e orientati allo sviluppo di competenze trasferibili nel contesto lavorativo. In questo quadro, i risultati di apprendimento rappresentano le fondamenta di ogni corso e-learning efficace: quando sono formulati in termini di prestazioni osservabili e mantenuti allineati a obiettivi, attività e valutazione, diventano il riferimento che guida l’intera esperienza formativa. Partire dai RAA significa quindi progettare con una direzione chiara, creando esperienze e-learning che generano un reale valore per l’organizzazione, in termini di competenze, performance e sviluppo professionale.
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